Il Corriere di Trieste

Trieste cita in giudizio il Governo italiano per l’IVA

Trieste cita in giudizio il Governo italiano per l’IVA

Sono in corso quattro cause civili per decine di miliardi di euro

Trieste, 4 dicembre 2018. – Come le exclave fiscali italiane di Campione e Livigno, al confine con la Svizzera, Trieste ed il suo Porto Franco internazionale non dovrebbero pagare l’imposta sul valore aggiunto – IVA italiana, ma per altri motivi. Come San Marino ed il Vaticano, Trieste è giuridicamente un altro Stato, anche se viene amministrata fiduciariamente dal Governo italiano. E questo sia per il diritto internazionale che per gli ordinamenti giuridici della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea.

Lo afferma ed argomenta in 24 pagine l’atto di citazione in giudizio nella causa n. 4277/2018 davanti al Tribunale di Trieste (LINK) che la International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste – I.P.R. F.T.T. ha notificato il 21 novembre al Governo italiano, al suo Ministero dell’Economia e delle Finanze ed alle sue Agenzie fiscali delle Entrate e delle Dogane e Monopoli.

Si tratta di una causa civile con la quale si chiede al Giudice italiano in servizio a Trieste di accertare e dichiarare la vigenza degli strumenti dell’ordinamento italiano ed europeo che riconoscono lo status giuridico di diritto internazionale di Trieste e del suo Porto Franco internazionale, e non consentono perciò di applicarvi l’IVA imposta alle prestazioni di beni e servizi ed alle importazioni «sul territorio dello Stato italiano» (dove l’IVA è cresciuta sino al 22 %).

Le norme principali di riferimento della causa sono il Trattato di Pace con l’Italia del 1947, eseguito nell’ordinamento italiano con prevalenza sulle leggi vigenti dal DlgsCPS 1430/1947 ratificato dalla L. 3054/1952, la Costituzione della Repubblica Italiana entrata in vigore dall’1.1.1948 entro i confini del Trattato, ed il Memorandum d’intesa di Londra eseguito nell’ordinamento italiano con DPR 27.10.1954 e con l’art. 70 della Legge costituzionale 1/1963.

Secondo l’atto di citazione, l’amministrazione civile provvisoria dell’attuale Free Territory of Trieste risulta sub-affidata al Governo italiano con il Memorandum d’Intesa del 1954 dai Governi degli Stati Uniti e del Regno Unito, quali amministratori primari per conto del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. La I.P.R. F.T.T. è costituita dal 2015 quale agenzia di rappresentanza internazionale su delega che difende i diritti e gli interessi legittimi di cittadini e di soggetti privati e pubblici del Free Territory e di altri Stati (LINK).

Sulle medesime basi giuridiche, e con il sostegno di quasi 600 cittadini ed imprese, la I.P.R. F.T.T. ha già in corso a Trieste verso il Governo italiano la causa civile n. 1757/2017 per l’accertamento dell’intero regime fiscale applicabile al Free Territory ed al suo Porto Franco internazionale. La causa è ora in fase di appello perché il Giudice di primo grado ha respinto la richiesta affermando che il danno causato dall’applicazione del regime fiscale italiano non sarebbe dimostrato (LINK).

La I.P.R. F.T.T. ha avviato contemporaneamente a Trieste le cause civili n. 941/18 e 2370/18 sulla proprietà demaniale del Porto Franco internazionale e degli altri beni pubblici nel Free Territory (LINK). I quattro procedimenti giudiziari hanno un valore economico di decine di miliardi di euro ed un valore strategico rilevante per lo sviluppo dei traffici internazionali attraverso Trieste, in particolare da e verso i Paesi dell’Europa centro-orientale che aderiscono alla Three Seas Initiative.

F.W.

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